Corso per arbitri

4 novembre, 2008

Attenzione! Attenzione!

In vista dei tornei interclasse di fine anno vorrei segnalare l’iniziativa riguardante il corso per arbitri di basket e volley che si terrà presso la scuola!

Verrà presto affissa alla bacheca di ingresso alla palestra la locandina contenente le informazioni di base, che trovate comunque nell’allegato sottostante.

locandina-corso-arbitro

Fare musica… per permettere ai ragazzi disabili di esprimersi su un palco, di raccontare il proprio vissuto, di comunicare e trasmettere al pubblico le proprie emozioni! 

E’ ciò che è avviene a Falconara Marittima (An) ogni anno nel mese di Ottobre, nell’ambito del Festival organizzato dall’associazione Don Gnocchi – Centro “E. Bignamini”, che opera nella città marchigiana a favore di coloro che si trovano in stato di maggior bisogno.

Artisti disabili

30 ottobre, 2008

Nel libro che si chiama “SLAZAACC. Con l’arte, da disabile a persona,” si dice che è giunto il momento di scoprire e capire che ognuno di noi è a suo modo diversamente abile e che quindi l’essere diversamente abili non può essere un’etichetta perché potrebbe etichettare tutti. Questo concetto viene espresso raccontando e analizzando il percorso artistico e biografico di 20 artisti disabili che lavorano nel gruppo de Gli Amici della Comunità di Sant’Egidio.

Perchè non riflettere su questo concetto e capire che bisogna vivere  in un luogo dove le differenze siano  normali, in cui la diversità degli altri non spaventi, ma sia vissuta con serenità

Progetto didattico

24 ottobre, 2008

In allegato trovate lo schema del progetto didattico!

Buona visione!

    schema progetto

 

 

Una testimonianza

24 ottobre, 2008

PARAPLEGICA, SI LANCIA COL PARACADUTE DA SOLA
Il sogno di Laura Rampini è anche un record

L’incidente stradale avvenuto quattordici anni fa non l’ha abbattuta.
Anzi, l’ha spinta a prendere il volo.
Laura Rampini è sempre stata un’appassionata dell’attività fisica.
Un tempo si dedicava ai balli standard, latinoamericani e acrobatici.
Poi, però, la perdita dell’uso delle gambe l’ha costretta sulla sedia a rotelle e ad abbandonare la danza.
La determinazione, però, non gliel’ha tolta nessuno.
Ed ecco che la sua nuova condizione l’ha portata a realizzare un suo grande sogno: volare.
L’ha desiderato da sempre, fin da piccola: d’altronde la sua località natale, Sigillo, in provincia di Perugia, è la capitale mondiale del volo libero, sede di campionati di parapendio.

Quando Laura era bambina, i suoi genitori non le avevano mai permesso di sperimentare il volo.
Divenuta adulta, e tra l’altro madre di due bambini, si è tolta lo sfizio.
Ultraleggeri, deltaplani, e poi il paracadutismo. Soprattutto il paracadutismo.
Dopo numerosi lanci in tandem, ora Laura Rampini scende da sola.
Un primato mondiale per una persona in carrozzina.
Alla fine di ogni lancio, la sedia a rotelle l’attende lì, a terra, esortandola a pensare che “nulla è impossibile. L’importante è mettersi in gioco. E non solo nel paracadutismo, ma nelle varie situazioni della vita”.
“E’ necessario uscire dalle mura domestiche”, conferma ancora la primatista. “La disabilità si può vivere a 360 gradi, perché non deve invalidare la dignità”.
Un messaggio che vuole trasmettere al maggior numero di persone possibile. Lo fa con “Liber-HAND-o”, associazione di cui è presidente e che promuove l’integrazione tra abili e disabili attraverso attività sportive, ricreative e formative.
“Vogliamo far capire che il volo non è uno sport pericoloso, se si rispettano le regole”, afferma la paracadutista. “Volare vuol dire divertimento”.

Cosa pensa quando sente le parola “aria”?
“Mi viene in mente la libertà”.

L’aria, però, fa anche da attrito. Una sfida per lei, che si impegna ad abbattere le barriere.
“Quando volo non penso ad una sfida, ma ad un sogno diventato realtà. E poi l’aria mi abbraccia, mi aiuta a volare”.

Nella sua ottica di libertà, come giudica la sedia a rotelle?
“E’ indispensabile per il completamento di chi non può muoversi. Ne è parte integrante. Io ne ho sempre bisogno, è come se fosse il mio paio di gambe con cui spostarmi”.

Lei può vedere le persone da due punti di vista: dall’alto, quando vola, e da seduta, quando sta sulla sedia a rotelle. Che giudizio ne può trarre, anche in merito al loro modo di concepire la disabilità?
“Negli anni ho notato un’apertura mentale da parte della gente, c’è stato un avvicinamento tra disabili e non.
Prima dell’incidente ero normodotata, e posso vedere le differenze tra le due condizioni.
A volte, di fronte ad un disabile ci si sente a disagio, ma non per la sua diversità, anche perché il mondo è fatto di numerose differenze che non sta a noi giudicare.
Il disagio viene piuttosto dal fatto che si ha paura di approcciarsi in maniera sbagliata con la persona disabile. Se però questa persona viene incontro a chi è normodotato, mettendolo a proprio agio, allora si sistema tutto.
Rispetto al passato, le barriere morali si sono molto attenuate; disabili e normodotati si sono tesi vicendevolmente la mano; si ha imparato a coesistere.
D’altronde non esiste il mondo di chi è disabile e di chi non lo è; il mondo è unico per tutti”.

Lanciarsi da sola: è un traguardo o l’inizio di nuove idee?
E’ senza dubbio l’inizio: questo sogno mi porta a vedere tanti altri progetti.
Inizierò un giro nei centri di riabilitazione nelle unità spinali.
Spero di collaborare anche con altre associazioni, per mostrare la validità dello sport come riabilitazione fisica e psicologica.
Il sussurro fatto da ciascuno di noi può diventare un grido, capace di attirare a livello nazionale l’attenzione sulle nostre attività”.

Il sito dell’associazione Liber-HAND-o di cui Laura Rampini è presidente

Cosa ne pensi? Vieni a dire la tua sul FORUM!

Ci siamo occupati di altri protagonisti “ad alta quota” anche in questo articolo:

VOLO LIBERO

[Roberto Bonaldi]

Ieri stavo leggendo un’articolo sulla rivista periodica ”il nuovo club” in cui si sottolineava i benefici effetti dell’attività sportiva per i disabili: “numerosi studi sottolineano che un appropriato regime d’esercizio, in particolare nei disabili con lesioni al midollo spinale, è in grado di contrastare il tipico ciclo debilitativo indotto da uno stile di vita sedentario..altre ricerche hanno dimostrato l’effetto positivo dell’attività fisica sul sistema immunitario in soggetti paraplegici..In conclusione gli esperti affermano che praticare attività fisica sia indispensabile non solo per soggetti normodotati, ma anche e soprattutto per le persone disabili..” Quindi non solo i disabili possono fare qualunque sport se vogliono, ma DEVONO FARE sport non solo ”per dare più vita agli anni , ma per dare più anni alla vita”.

12 ottobre, 2008

Disabilita’ e sport

12 ottobre, 2008

SPORTABILI in questa sezione parliamo di sport, presentando storie di persone che non si sono fermate di fronte al limite, che l’hanno affrontato e superato, misurandosi in esperienze particolari, capaci di arricchirle e farle crescere. Un esempio per tutti noi, spesso timorosi di confrontarci con i nostri limiti, che ci sembrano insormontabili e che invece non aspettano altro che di essere abbattuti

DANCEABILITY

12 ottobre, 2008

DANCEABILITY è uno studio sull’improvvisazione del movimento.E’ una tecnica di danza praticat da abili e disabili, che permette a persone con differenti possiblità di incontrarsi e danzare insieme.E’un tipo di danza aperta a tutti a prescindere dal livello di esperienza e disabilità.L’obiettivo è quello di dare forma alla sensibilità artistica di ognuno;   danza intesa non come tecnica accademica di forme del corpo prestabilite, ma come ricerca espressiva delle proprie capacità motorie.

Le origini

12 ottobre, 2008

mi sembra giusto vedere anche come hanno origine gli sport per disabili.